SPEAKER SI DIVENTA, NON SI NASCE

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Chiunque dovrebbe investire tempo per migliorare la propria capacità d'espressione. La buona notizia è che speaker si diventa. L’ottima notizia è che in quest’articolo potrai trovare spunti per iniziare la tua strada verso il miglioramento dell'arte oratoria.

Quante volte confrontandoti con qualcuno ti è capitato di dire “Io quella cosa non riuscirei mai a farla” oppure “Io sono nato per fare quello che faccio”?
Davvero credi che siamo nati per fare quello che facciamo?
Davvero credi sia frutto di geni, DNA o eredità cromosomica?

Io confido piuttosto nella passione, e nella forza motrice che essa è in grado di attivare nel nostro cervello.
È la passione insieme alla curiosità e all’interesse, che ci spinge a scoprire, considerare, tentare, provare, migliorare.
Una come me, diventata speaker quasi per forza, non può credere alla favola del DNA.

Sto per fare una brevissima divagazione sulla mia esperienza, che ti consiglio di leggere perché credo che il confronto sia fondamentale.
Però se non hai tempo o vuoi andare direttamente al succo, scorri verso il basso e fiondati sulle mie personali dritte per migliorare le capacità espressive e oratorie.

Non ero che un’appena maggiorenne e silenziosissima matricola universitaria, quando una persona, molto vicina a me, mi trascinò davanti a un microfono.
Me le ricordo ancora tutte le “bastonate” che ricevevo, ogni qualvolta aprivo bocca per registrare i primi audio.
Come ricordo le lacrime versate per il nervoso, le gocce di sudore che mi rigavano il viso per l’ansia da prestazione, le guance infuocate durante le prime interviste con artisti famosi e la voce tremolante quando il regista schiacciava on-air.
Le faccende intestinali pre-diretta te le risparmio, ma ci sono state (per anni!) anche quelle.

Insomma, l’ho scritto anche nella mia bio.
Nella vita mai avrei pensato di arrivare alle orecchie di chiunque. E invece e successo.
E sai che c’è? Che ciò che io non avrei mai pensato di fare nella vita, si è aggiudicato il premio di “cosa che più amo fare al mondo”.

Ma c’è di più.
Un’esperienza come quella radiofonica e più in generale di speaker, mi ha aiutato anche nella vita. Nella gestione della comunicazione di tutti i giorni, nel dialogo di coppia, nel confronto tra amici, nell’approccio di nuove conoscenze e soprattutto nelle mille sfaccettature della vita lavorativa (colloqui, rapporti tra colleghi, brainstorming, riunioni ecc…).
Ecco perché non mi stanco mai di consigliare a chiunque un avvicinamento al mondo della comunicazione verbale.

Hai mai assistito al discorso di qualcuno che ti abbia completamente rapito con le sue parole e il suo modo di esprimersi? Uno di quelli che saresti stato a sentire per ore.

Ecco, allora, pensa proprio a lui o a lei.
Se è possibile vai a rintracciare video o registrazioni dei suoi discorsi e riguardatelo/a.
Riascoltatelo/a.

Anzi, questa volta, fai di più.
Non stare solo ad ascoltare ciò che d’interessante sta dicendo, ma osservalo/a.
Scoprirai dettagli che la prima volta avevi sicuramente trascurato.
Le pause, le espressioni del viso, il tono della voce, il ritmo delle parole, il movimento del corpo e delle mani, lo spostamento dello sguardo.

Parlare al pubblico è un’arte, anzi, parlare è un’arte.
Molti di noi questa cosa la dimenticano o la ignorano e non si rendono di quanto perdano in termini di opportunità di vita, personale o professionale.
Se non vuoi continuare a perdere occasioni di crescita importanti e se hai capito che questo è il momento per recuperare, io sono qui.
A darti dritte sincere e appassionate, che darei a chiunque mi chieda come esercitarsi in questo senso.

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ECCO LE DRITTE!

1. Domina il tema

Partiamo da un aspetto imprescindibile quanto apparentemente scontato, ma che in realtà miete mooooolte vittime.
C’era una cosa che ai tempi dell’università facevo allo sfinimento prima di ogni esame orale: ripetere, ripetere, ripetere (non sono mai stata una di quelle che “basta che senta una volta la lezione”).
La preparazione aiuta a gestire meglio la tensione da discorso, soprattutto se si tratta di discorso in pubblico.

Già sei agitato perché tutti avranno gli occhi puntati su di te e il dito pronto a sottolineare ogni strafalcione, direi che l’agitazione da impreparazione la possiamo anche evitare, che ne pensi?
Preparati più che puoi e per i momenti in cui non potrai esserlo (è impensabile esserlo su tutto), preparati ad essere impreparato, cioè pensa a delle frasi che ti aiuteranno a uscire dall’empasse con umiltà, sincerità e magari un pizzico di autoironia.

2. Anche il tuo corpo parla

Anzi, nei momenti di tensione o agitazione, sto simpaticone non si limita a parlare, ma spesso si diverte a tradirti!
Cerca di dominarlo e soprattutto di adeguarlo a ciò che stai dicendo, evitando gli eccessi (né troppo fermo, né troppo gesticolante).
Ti confesso una cosa.
Riguardo alla gestione dei movimenti del corpo durante i discorsi in pubblico, non c’è un vero e proprio trucco per tenere tutto sotto controllo. Sai qual è la tecnica più efficace che conosco? L’allenamento.
Solo tanto esercizio potrà aiutarti a gestire sempre meglio l’imprevedibilità dei gesti e delle “reazioni corporee”.
Se stai pensando che in altre parole ti stia dicendo che prima di affinare la tecnica devi fare tante figure di melma…
…sì, te lo confermo. Sto dicendo proprio questo 😊

3. Stabilisci anche un contatto visivo

Quando non sei impegnato a guardare fogli o schermi, guardalo il tuo pubblico.
Scorri lo sguardo verso chi ti sta ascoltando, cerca i loro occhi, e già che ci sei cerca di ottenere feedback da quegli occhi.

4. Evita intercalari e cantilene

Distolgono l’attenzione e possono diventare persino fastidiosi.
Usa un linguaggio semplice, pulito, elementare, sintetico e soprattutto privo di espressioni ripetitive e cantilenanti (ehm, mmm, ohm…).

5. Modula tono e ritmo

Gli esperti raccomandano un tono alto, ma mai stridulo.
Evita la voce piatta che potrebbe nascondere scarsa energia, e attento a non cadere nella cosiddetta voce monocorde che farebbe addormentare anche i gufi.
Consiglio spassionato. Se per la prima volta dovrai parlare davanti a un microfono, prima di arrivare al momento X, trova il modo di fare delle prove e soprattutto di “conoscere” la tua voce amplificata.
Hai mai parlato ad un microfono? Ti sei mai riascoltato?
Oggi con le note vocali di whatsapp siamo tutti più sgamati di un tempo, ma al di là di whatsapp, l’approccio col microfono rimane sempre qualcosa di destabilizzante e delicato.
Le prime volte, la percezione della tua voce amplificata equivarrà a un vero e proprio shock, per questa ragione è importante fare delle prove, riascoltarsi e correggere il tiro di ritmo, tono e volume.
(Per qualche consiglio più mirato leggi “Come migliorare la voce. Innanzitutto scoprila!“)

6. Colora la tua voce

Il compianto maestro Ciro Imparato ha lasciato un’eredità dal valore inestimabile. Il suo metodo FourVoiceColors ha rivoluzionato il modo di apprendere l’utilizzo della voce.
(Se vuoi davvero saperne di più sulle potenzialità della tua voce, il suo libro deve diventare il tuo mantra).

Perché imparare a utilizzare la voce? Perché la voce è il metro della nostra credibilità.
Sapevi che la tua voce può assumere tanti colori e che ciascun colore si adegua a una precisa circostanza?

  • Il giallo è amicizia
  • Il verde è fiducia
  • Il blu è autorevolezza
  • Il rosso è passione

Una volta che hai capito in che contesto sei, scegli il tipo di voce che è consigliabile usare e vai, esprimiti al mondo.

7. Usa l'umore a tuo favore

Se riesci a far ridere o sorridere (l’importante e che non ti faccia de-ridere), chi ti ascolta si sentirà più coinvolto non solo nei tuoi confronti, ma anche nei confronti degli altri componenti del pubblico che hai di fronte.

8. I silenzi...importanti quanto le parole

Dai valore alle pause, fondamentali tanto per la fonetica (quindi tecnicamente per l’orecchio che ascolta), quanto per il messaggio da trasmettere (quindi per le sensazioni che si vogliono infondere con ciò che si dice).

9. Trasmetti serenità

Qualsiasi voce tu abbia deciso di utilizzare e argomento tu abbia deciso di trattare, non dimenticare mai di trasmettere serenità.
Se potessi farlo durante tutta la vita sarebbe il top, ma forse tu saresti anche Gesù di Nazareth…🤔
Va beh, almeno nei momenti in cui parli al pubblico però provaci, sforzati.
Trova l’elemento capace di rendere sereno te stesso in quell’occasione e fallo tuo per trasmettere serenità a chi ti ascolta.

10. (qui non ti anticipo nulla, perché vorrei che leggessi fino in fondo...fidati, ne vale la pena)

Anni fa ricevetti una proposta lavorativa.
Si trattava di presentare una serata.
Musica, intrattenimento, comicità.
In piazza.
Sul palco.

Una di quelle cose che fino ad allora, tecnicamente, non avevo mai fatto.
Una di quelle cose che mi spaventava terribilmente. Che mi buttava addosso un’ansia da prestazione che solo il mio sistema intestinale ha potuto conoscere fino alle viscere.
A rendere difficile la decisione non bastava la mia esitazione, ci si mise anche un commento: “Ma va, quella non è cosa per te. Tu sei più da redazione, da studio, da diretta giornalistica. Ste cose da fenomeno da baraccone non ti appartengono

Quella frase mi rimbombò in testa per settimane.
Quella frase fu…l’inizio di un nuovo percorso.
Decisi di accettare la proposta (sono scorpione e pure calabrese…testona sarebbe solo un eufemismo).

Quella sera salii sul palco con ai piedi un tacco 14, in mano delle schede di cartoncino homemade con tutti gli appunti necessari, e un’adrenalina di quelle che quando finisci ti senti svuotata come un palloncino sgonfio.
Non ero giornalista, redattrice, speaker o intervistatrice. Non ero nemmeno fenomeno da baraccone, come qualcuno credeva si dovesse essere.
Quella sera ero Emanuela che presentava una serata. Ero semplicemente me stessa.
Non perdere mai la tua essenza e la tua personalità.

Sono i tuoi elementi di unicità.
Qualunque cosa tu faccia, sii te stesso. Sempre.

Nissan Commento

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