Chi Sono

emanuela-maisano-cuffie-biancheHo trentadue anni e nelle mie vene scorre speziato sangue calabrese. Ho scoperto di aver scritto, durante la prima media, la sceneggiatura della mia vita. Un tema di quelli apparentemente innocui che riletti a distanza di anni diventano l’occasione di bilancio: come ti immagini nel futuro?
M’impressiona sempre constatare come non abbia sbagliato di una virgola.

Amavo scrivere già da allora. Sotto i versi della mia prima poesia troneggia la frase: “avevo sette anni”. Adoravo studiare l’italiano e imparare le lingue straniere. Avvertivo già un’inconsapevole voglia di comunicare.

Una laurea in giurisprudenza per il diritto di conoscere i diritti, una penna per esprimere le emozioni e un microfono per accorciare le distanze col mondo. Nella vita avevo preventivato di tutto, tranne di arrivare alle orecchie di chiunque. Ma grazie alle insistenze di una persona molto vicina a me, ho scoperto emozioni che solo la Radio è in grado di darti.

Se ami ascoltare, condividere, raccontare, testimoniare allora ami viaggiare. Mia madre mi ha soprannominato “la ragazza con la valigia”. Negli anni di scuola e di università ho scoperto stazioni e aeroporti come mia seconda casa. Durante quegli spostamenti cominciavo ad assaporare la bellezza del viaggio: i pensieri guardando fuori dal finestrino, i panorami, i posti che mi ritrovavo forzatamente a visitare in attesa delle coincidenze.

Dai diciott’anni ho cominciato a viaggiare anche per amore, il primo grande amore. Ora continuo a viaggiare con amore. Con l’amore di scoprire le storie, i panorami, le tradizioni, le vite che appartengono ai luoghi. Con la sete di ascoltare i racconti di chi ci abita e di arricchirsi l’animoSiamo animali sociali, che senso ha vivere senza condividere?

In ogni viaggio trovati una storia da imparare, poi quando torni la racconterai. Ogni tanto buttati a caso in un bar, siediti ad un tavolo in penombra ed ascolta che cosa dicon le persone. (Max Pezzali)